I dissing che hanno segnato la storia del Rap Italiano

Dissing Rap Italiano

Il termine dissing, coniato negli Stati Uniti, significa in lingua inglese disrespecting, che tradotto significa “non rispettare“. Il dissing è appunto una “mancanza di rispetto”, ma è riduttivo intenderlo solo come tale.

Il dissing, come l’hip hop, nasce in America con un significato del tutto diverso da quello attuale (ricordiamo le faide tra East e West Coast), ed è arrivato in Italia già negli anni ’90, la golden age.

Il beef (sinonimo di dissing) in Italia ha tutto un altro significato: più che rivalità è pubblicità.

Ne è testimone Fabri Fibra nel dissing contro Vacca. Il rapper di Senigallia nel pezzo “Niente di personale” annuncia l’uscita di Squallor, probabilmente per provocare l’avversario insinuando che il suo attacco era solo un modo per farsi pubblicità.

Altre volte però ci sono stati dei veri e propri “omicidi sul beat”. Tra i tanti ci fa piacere ricordarne uno recente: Entics vs Mondo Marcio, che vede Marcio come vincitore indiscusso.

Ricordiamo anche il “suicidio” di Duke Montana che dissando Noyz, membro della sua stessa crew, sancisce la sua uscita dal Truceklan e dal rap che conta.

Ma questa pratica non riguarda solo i rapper. Se volessimo scrivere tutte le citazioni contro artisti che non praticano il rap e le loro rispettive risposte, impiegheremmo un secolo a finire l’articolo.

Dei beef ci sono stati e sono stati anche parecchio pesanti. I più famosi sono tra gli Articolo 31 e Adriano Celentano, e tra Salmo e Pino Scotto.

 

Questa triste faida tra Adriano Celentano e gli Articolo 31 comincia con la canzone “Il seme del rap“, composta in quel meraviglioso periodo storico in cui fingere di parlare in inglese era un comportamento socialmente accettabile. Il duo di Cologno Monzese ha risposto repentinamente con il brano intitolato “Adriano vacci piano“. Adriano e gli Articolo hanno fatto pace in diretta radio, loro gli hanno regalato il disco, lui ha spiegato che ce l’aveva con gli altri rappers e sbam: eccoti gli Articolo 31 che aprono il concerto di Celentano a Cava dei Tirreni.

[Fonte: Noisey]

Il dissing tra Pino Scotto e Salmo è qualcosa di epico per la rabbia e l’ironia (quest’ultima solo di Salmo) insita nelle parole.

E adesso passiamo ad un beef che ha fatto la storia. Siamo nel 1999, Fritz Da Cat fa uscire un album spettacolare, oggi un classico dell’hip hop, intitolato “Novecinquanta“, e invita a rappare su una delle sue basi Dj Gruff. L’ex membro dei SxM si scaglia contro gli Articolo 31 con delle liriche affilatissime. Oggi un dissing del genere probabilmente verrebbe sfruttato per vendere una marea di tracce su iTunes, ma all’epoca, con il duo milanese che stavano per diventare i conduttori di One Two One Two su Radio Deejay, si andò per vie legali e il disco fu ristampato senza la traccia “1 VS 2”, rimpiazzata da un non così generico “Sucker per sempre“.

Dello stesso anno è il dissing “storico” dedicato a Neffa dalla sua ex crew. Questo pezzo non è dedicato solo a Neffa, ma a tutti quelli che hanno abbandonato l’hip hop perché non rendeva quanto altri generi a livello economico.

E adesso concentriamoci su due rapper che hanno fatto la storia dei dissing in Italia: Fabri Fibra e Inoki.

Il rapper di Senigallia nella sua carriera ha attaccato ed ha risposto a parecchi rapper (in Mr. Simpatia ha dissato anche la sua prozia di terzo grado…). Iniziamo dal beef a Tormento. Nella canzone di Fibra L’uomo nel mirino contenuta nel suo secondo album da solista, il Fibroga con la frase “Io non parlo come un gay come quel cazzo di Tormento” da inizio ad una battaglia continuata dal solo Yoshi.

Negli anni Fibra ha dissato, in ordine di tempo: Tormento, Gemelli DiVersi (in particolare Grido), Miss Simpatia, Vacca e negli ultimi tempi anche Fedez.

Il beef contro Fedez è un qualcosa di innovativo perché il tutto nasce da un insulto da parte del rapper di Milano alla manager di Fabri Fibra e Marracash (anche lui coinvolto nel dissing), Paola Zukar definita in Veleno per Topic una “Sanguizukar”.

Adesso passiamo a Fabiano Inoki che dal 2009 dissa senza pietà mezza scena italiana. Il primo della lista è stato Vacca, a cui sono seguiti Guè e Salmo. L’unico a non rispondere alle provocazioni del rapper bolognese è stato Guè. E questo solo con le canzoni… Su Facebook, Inoki ha attaccato quasi tutti. I più recenti sono rivolti a Nitro e Achille Lauro (quest’ultimo era stato dissato in precedenza da Space One che aveva detto di lui “Mini rappers dietro mega rappers fanno i grandi rappers e non se li caga nessuno… Incapaci come Achille Lauro state sulla minchia a pelle“).

Passiamo ad una storica sfifa che va avanti dal 2008. Si tratta di Marracash e Mondo Marcio. Nel 2008, prima dell’uscita di Marracash, il primo album da solista, il rapper di Barona fa uscire un freestyle in esclusiva su Myspace su una base di Don Joe, in cui dissa Mondo Marcio. Questa sfida tra i due rapper va avanti da tanto e le provocazioni non si fermano alla musica. Infatti Mondo Marcio nel 2012 crea la sua linea d’abbigliamento “Kilo”, e Marra, nel 2014, fa uscire il suo brand “Peso”. Non solo il nome è simile, ma anche il marchio (una bilancia).

Capture

E infine chiudiamo l’articolo con un beef risalente al 2002 tra Bassi Maestro e J Ax. L’ex Articolo 31 inizia sulla traccia “I Primi della Lista” contenuta nel disco di Space One Tutti contro tutti: “quindi non seguo prassi, non costruisco sintassi e tutti sti maestri dovrebbero volare bassi”. La risposta di Bassi non si fa attendere e nel cd Background si scaglia contro J Ax nella traccia “La Terra trema“.

 

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